Come questo esempio illustra abbastanza chiaramente, comunicare non significa unicamente comprendere o percepire i segnali - verbali e non - che ci vengono trasmessi dagli altri; perché fra due individui si instauri una comunicazione emotiva "piena" ed efficace, è necessario che ciascuna delle persone coinvolte lasci che il suo stato della mente sia influenzato da quello dell'altra (p. 71).
Le esperienze collegate all'espressione degli stati emotivi e al fatto che altri siano in grado di recepire questi segnali e di rispondere in maniera adeguata sembra essere di vitale importanza per la maturazione del cervello del bambino: la condivisione delle emozioni primarie non consente semplicemente al bambino di sentirsi “bene”, ma gli permette di svilupparsi normalmente. (p. 129)
In ogni caso, indipendentemente da come vengono percepite a livello conscio, le emozioni sono i processi che creano significati nella nostra vita. (p. 134)
La coscienza può essere necessaria per modificare intenzionalmente i comportamenti associati alle risposte emozionali “automatiche”; senza il coinvolgimento della coscienza, e la capacità di percepire le emozioni proprie e altrui, può essere molto difficile pianificare attivamente il futuro, cambiare i propri comportamenti, o stabilire relazioni emotivamente significative con gli altri. (135)
Per "sapere come ci sentiamo" il nostro cervello guarda alle risposte del corpo. (p.153)
L'elaborazione delle informazioni coinvolge la creazione e la manipolazione di rappresentazioni cognitive. I flussi di processing delle informazioni sono diretti da meccanismi attenzionali, e all'interno della percezione e della memoria le rappresentazioni vengono etichettate come “significative” dai sistemi di valutazione. In questo modo, i processi di valutazione e arousal, le componenti fondamentali dell'emozione, sono strettamente intrecciati con i processi rappresentazionali del “pensiero”; creare confini artificiali o didattici fra pensiero ed emozione nasconde quindi il fatto che a livello esperienziale e neurobiologico questi due processi sono indissolubilmente legati. (p.157)
DANIEL J. SIEGEL, La mente relazionale