sabato 17 dicembre 2011

Per una scuola saggia

«La nostra società è intrinsecamente competitiva. Conseguentemente ha assunto la tesi, tutta da dimostrare, che la competizione crei qualità. Anche il sistema scolastico di questo tipo di società è coerentemente competitivo. Pertanto, l'apprendimento cooperativo per imparare insieme e per edificare una comunità solidale è spesso contrastato e svalutato. Molti studenti studiano solo per raggiungere il minimo sufficiente per non essere bocciati, pochissimi studiano per prendersi cura della propria formazione. E siamo certamente di fronte a un vero impoverimento culturale.
È necessario restituire alla cultura la sua funzione specifica, che è quella di dare "forma" alla mente, la migliore possibile, per avere sempre una "mente in forma". È opportuno proporre in classe esercitazioni cooperative per apprezzare il valore formativo della cultura e arricchirla con i nostri punti di vista. Si può proporre di discutere, ad esempio, un pensiero di un filosofo, per condividerne la saggezza. Questa è una operazione altamente culturale, ma è soprattutto un modo nuovo ed efficace di studiare, che può suscitare l'amore per il sapere.
Quando la scuola non è capace di creare entusiasmo per la cultura e amore per il sapere, vuol dire che ha tradito la sua funzione formativa e che è destinata al declino.»
MARIO POLITO, Attivare le risorse del gruppo classe, p. 114

lunedì 12 dicembre 2011

Pensieri belli da pensare

E' necessario affermare le priorità pedagogiche e formative per contrastare il predominio del modello aziendale nella scuola. L'istituzione scolastica si colloca in una dimensione di servizio alla crescita all'altro: utilizza tutte le risorse per aiutare i bambini e gli adolescenti nel loro processo di formazione integrale, senza alcuna spinta produttiva e competitiva. Ogni studente ha il solo compito di badare alla propria formazione, in uno spirito comunitario di solidarietà.
L'istituzione scolastica è al servizio della persona dello studente: deve fornire tutte le opportunità per sviluppare e potrenziare le sue capacità e compèetenze. Deve rispettare il suo ritmo e le sue modalità di rielaborazione. Deve proporgli delle occasioni di apprendimento, affinché percepisca chiaramente il senso dell'identità e della continuità del processo educativo e possa dire: - Io sto pensando. Sto imparando a pensare. Ho formulato un bel pensiero. Ho rielaborato in una mappa numerose informazioni. Ho appreso delle strategie di memoria utili e interessanti -. Tutte queste sensazioni aumentano e rinforzano la sua capacità di pensare e la sua dignità di persona.


MARIO POLITO, Attivare le risorse del gruppo classe, p. 115